L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo conferma: l’abbronzatura danneggia la pelle. Ecco come correre ai ripari dopo l’estate.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non lascia spazio ad alcun dubbio: l’abbronzatura è una risposta della pelle a un danno provocato dai raggi ultravioletti, e quel colore non offre una vera protezione contro i danni che si accumulano nel tempo. Detto in parole semplici, quando ci abbronziamo la pelle si sta difendendo.
Quindi, se l’abbronzatura è una reazione a un’aggressione e non un segno di benessere, allora una pelle bellissima e dorata ad agosto può ritrovarsi, quando il colore svanisce, con macchie, disidratazione e segni che prima non si vedevano. Ti spiego perché, e cosa si può fare al rientro.
Indice dei contenuti
- L’abbronzatura è una difesa, non un premio
- Colore della pelle e salute della pelle sono due cose diverse
- Perché il sole lascia il segno anche quando non ti scotti
- Cosa resta sul viso quando l’abbronzatura svanisce
- Come rimettere la pelle in equilibrio dopo l’estate
- Domande frequenti
- Prenota la tua consulenza gratuita
Cosa dicono le fonti: l’abbronzatura è un meccanismo di difesa del nostro corpo
Partiamo da chi studia questi fenomeni, perché è lì che sta la differenza tra un’opinione e un fatto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei suoi documenti sulla radiazione ultravioletta, descrive l’abbronzatura come una risposta della pelle a un danno provocato dai raggi UV, e sottolinea che quel colore non protegge dai danni che si accumulano a lungo termine. Non è una posizione isolata: la ricerca dermatologica è concorde nel considerare la produzione di melanina, cioè ciò che ci fa abbronzare, un meccanismo di difesa che si attiva proprio quando i raggi ultravioletti raggiungono e danneggiano le cellule della pelle.
Tradotto: quando ti abbronzi, la pelle sta producendo più melanina per proteggersi da un’aggressione in corso. È una reazione, esattamente come un callo si forma dove la pelle viene sollecitata di continuo. Il colore non è quindi la prova che la pelle stia bene, ma il segnale che ha dovuto lavorare per difendersi.
Questo non significa che prendere il sole sia un peccato da espiare, e non voglio spaventarti. Significa solo capire che quel colore dorato non è la prova che la pelle stia bene, ma il segnale che ha lavorato per proteggersi. Ed è una distinzione che cambia il modo in cui te ne prendi cura al rientro.
Colore della pelle e salute della pelle sono due cose diverse
È qui il cuore della questione. Una pelle abbronzata appare uniforme, luminosa, persino più giovane, perché il colore maschera le imperfezioni e riflette la luce. Ma il colore è una cosa e lo stato di salute della pelle è un’altra, e le due non vanno di pari passo. Sotto quel velo dorato la pelle può essere disidratata, ispessita, con una barriera indebolita e con una pigmentazione che si sta accumulando in modo disordinato.
Il problema è che finché sei abbronzata non lo vedi. È solo quando il colore comincia a svanire, tra la fine di agosto e settembre, che tutto quello che si era nascosto viene a galla. Per questo tante donne hanno la sensazione che la pelle si sia rovinata di colpo al rientro, mentre in realtà i segni erano già lì, solo coperti.
Perché il sole lascia il segno anche quando non ti scotti
C’è una convinzione diffusa secondo cui, se non ti sei scottata, il sole non ha fatto danni. Non è così, e la ragione sta nella differenza tra i due tipi di raggi. I raggi UVB sono quelli responsabili della scottatura e agiscono soprattutto in superficie. I raggi UVA, invece, penetrano molto più in profondità, arrivano fino al derma e non danno bruciore, quindi lavorano in silenzio: sono quelli più legati alla perdita di elasticità e all’invecchiamento precoce della pelle.
Vuol dire che puoi tornare dalle vacanze senza esserti mai scottata e avere comunque accumulato il tipo di danno che nel tempo si traduce in rughe, cedimenti e macchie. Il fotoinvecchiamento, cioè l’invecchiamento della pelle causato dal sole, si costruisce esattamente così, esposizione dopo esposizione, spesso senza che ce ne accorgiamo sul momento.
Cosa resta sul viso quando l’abbronzatura svanisce
Quando il colore se ne va, sul viso possono emergere alcune cose. Le macchie e le discromie sono le più evidenti, perché il sole stimola una produzione irregolare di melanina che si concentra a chiazze su fronte, zigomi e labbro superiore. La pelle può apparire più disidratata e spenta, perché l’esposizione ha messo alla prova la sua capacità di trattenere acqua. E la texture può risultare più irregolare e ruvida, perché per difendersi lo strato più superficiale si è ispessito.
Sono i segni tipici del dopo-estate, e la buona notizia è che sulla maggior parte di essi si può lavorare. Ma con onestà, perché non tutti si affrontano allo stesso modo né nello stesso momento.
Come rimettere la pelle in equilibrio dopo l’estate
La prima cosa da fare al rientro è rimettere la pelle in equilibrio, restituendole idratazione e luminosità e aiutandola a ritrovare comfort. Su questo i trattamenti viso mirati, come un buon massaggio linfodrenante del volto che riattiva la microcircolazione e sgonfia, danno risultati concreti e visibili in tempi brevi.
Sulle macchie il discorso è diverso, e qui devo essere sincera perché è ciò che mi distingue da chi promette di cancellarle in una seduta. Le macchie sono un accumulo di melanina negli strati della pelle e richiedono trattamenti specifici, che per giunta si eseguono nei mesi in cui non ci si espone al sole, quindi dall’autunno in avanti. A settembre il momento è quello giusto per valutarle e pianificare il percorso, non per pretendere che spariscano subito. E nessun trattamento estetico riporta la pelle esattamente com’era prima: possiamo migliorarla molto, non riavvolgere il tempo.
È proprio per distinguere ciò che si risolve in fretta da ciò che richiede tempo che ha senso partire da una valutazione della pelle, invece di procedere a tentativi.
Domande frequenti
L’abbronzatura fa male alla pelle?
L’abbronzatura in sé è una reazione di difesa della pelle ai raggi ultravioletti, non un danno diretto. Il punto è che è il segnale di un’esposizione che, accumulandosi, contribuisce a disidratazione, macchie e fotoinvecchiamento. Come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il colore dell’abbronzatura non protegge dai danni a lungo termine.
Se non mi sono scottata, ho comunque preso danni dal sole?
Sì, è possibile. La scottatura dipende dai raggi UVB, ma sono i raggi UVA, che non bruciano e penetrano più in profondità, a essere maggiormente collegati alla perdita di elasticità e all’invecchiamento precoce. Si può accumulare questo tipo di danno senza essersi mai scottati.
Perché la pelle sembra peggiorata solo a settembre?
Perché finché si è abbronzati il colore uniforma l’incarnato e nasconde macchie e irregolarità. Quando l’abbronzatura svanisce, quei segni diventano visibili. Non si sono formati al rientro: erano già presenti, solo mascherati.
Si possono eliminare le macchie del sole con un trattamento estetico?
Le macchie si migliorano con trattamenti specifici sull’iperpigmentazione, che si eseguono nei mesi senza esposizione solare, quindi da autunno in poi. A settembre si valutano e si pianifica il percorso. Un massaggio o un trattamento idratante non le schiarisce, ma migliora luminosità e comfort generale della pelle.
Cosa conviene fare per prima cosa al rientro dalle vacanze?
Rimettere la pelle in equilibrio, restituendole idratazione e luminosità e aiutando la barriera cutanea a recuperare. È il punto di partenza da cui poi, se servono, si pianificano gli interventi più mirati come quelli sulle macchie.
Dove fare un trattamento viso dopo l’estate a Taranto?
Nel Centro Estetico Mariella Ricchitelli, in Via Lago Trasimeno 2. Si parte da una valutazione gratuita della pelle per capire di cosa ha bisogno prima di scegliere il trattamento.
Prenota la tua consulenza gratuita
Se ora che l’abbronzatura sta svanendo noti la pelle spenta, segnata o disidratata, è il momento giusto per intervenire. La consulenza è gratuita. Chiama il 366 326 31 48 — Via Lago Trasimeno 2, Taranto.
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